Abbiamo fatto progetti. Ne stiamo facendo.
Ne faremo ancora.

cosa significa lavorare a progetti?

fare un progetto significa essere dentro un’esperienza reale di fotografia: partecipare a un processo condiviso in cui si sperimenta, si costruisce e si diventa parte attiva di qualcosa. I nostri progetti sono accessibili e gratuiti, pensati per studenti e per chiunque voglia entrare ed essere dentro la fotografia, non solo guardarla.

a cosa stiamo lavorando?

tram

città attraversata più di quanto venga guardata.
Il progetto fotografico Tram nasce dall’idea che una città non sia fatta solo di monumenti, ma di
attraversamenti.

veronetta

storie, persone e luoghi di un quartiere.
Il progetto nasce con l’obiettivo di raccontare questa energia attraverso la fotografia, creando un
percorso capace di valorizzare le persone e gli spazi che ogni giorno tengono vivo il quartiere.

pandoro

da Angelo Dall’Oca Bianca al Pandoro.
La fotografia diventa un’indagine sul destino delle immagini e degli oggetti quando smettono di
appartenere al loro autore e iniziano ad appartenere alle persone.

il carnevale

tradizione, gioco, identità.
Ci sono tradizioni che continuano a esistere perché qualcuno, ogni giorno, decide ancora di viverle.
Non vogliamo raccontare il giorno in cui il sipario si apre. Ma tutto quello che accade dietro il sipario.

le antiche botteghe

geografia umana dei luoghi che resistono.
Le Antiche Botteghe nasce per documentare questi luoghi nel momento in cui sono ancora
vivi. Non un archivio di ciò che abbiamo perso ma un archivio di ciò che abbiamo ancora.

la vita si misura

non tutto si riduce a un numero.
Il progetto non racconta undici persone con diabete. Racconta undici vite in cui il diabete occupa uno spazio. Non nascosto. Non spettacolarizzato. Non trasformato in colpa o in eroismo. Semplicemente riportato alla sua dimensione reale.

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per noi insegnare non basta

La fotografia non è solo tecnica da trasmettere, ma un linguaggio da usare per raccontare la realtà e confrontarsi con essa.
Per questo i nostri progetti vanno oltre la didattica: sono esperienze collettive che diventano occasione per coinvolgere studenti, enti, aziende e comunità. Non semplici esercizi, ma narrazioni condivise capaci di aprire dialoghi veri.
Crediamo nella forza del lavoro autoriale, nella sua unicità. 

Per questo li realizziamo insieme ai nostri docenti, con la collaborazione di fotografi professionisti, grafici ed editor. Spesso coinvolgiamo i nostri studenti, per dare a ogni progetto un valore aggiunto: più voci, più prospettive, più possibilità di affrontare argomenti complessi con uno sguardo plurale.

oggi stiamo raccontando

Verona quartiere per quartiere, con una pubblicazione in sette volumi. Stiamo immaginando un libro che restituisca alla città la memoria del suo Carnevale, tra i più antichi del mondo.

Stiamo lavorando a un progetto sul diabete, per mostrare come sia possibile convivere con la malattia senza rinunciare a una vita piena. Ci siamo fatti guidare da George Georgiou – vincitore di due World Press Photo – per imparare a raccontare la città dai finestrini di un autobus, e abbiamo portato questa esperienza all’azienda dei trasporti.

progetti interno 1
progetti interno 3

ci siamo lasciati condurre

nelle valli del Natisone per ascoltare chi quelle terre le vive ancora. Abbiamo immaginato libri sul vino che non siano brochure pubblicitarie, ma racconti delle relazioni umane che lo circondano.

Ogni progetto nasce con lo stesso intento: usare la fotografia come strumento culturale, sociale, persino politico.
Il nostro futuro è questo: Fotologica come scuola-laboratorio, un luogo che forma e produce, che non si limita a insegnare ma genera visioni che restano.

viaggi che diventano progetti

un appartamento non è un luogo. È una soglia. Uno spazio provvisorio da attraversare.
Due camere triple, una singola, due bagni. Sette corpi. Una cucina. Un tavolo che diventa mappa. Ci siamo entrati e ne siamo usciti con immagini instabili. Non aula. Non rifugio. Interstizio.
Dormire insieme significa condividere il respiro. Guardare insieme significa condividere il rischio dell’interpretazione.
Per qualche giorno quell’appartamento è stato un territorio non assegnato, un laboratorio non dichiarato, un margine abitato.
Non abbiamo solo studiato il Terzo Paesaggio: lo abbiamo riprodotto in scala ridotta. Uno spazio minimo, denso, fertile.
Tutto questo accadeva a Udine. In un interno qualunque, diventato campo di ricerca perché abitato.

alcuni percorsi si chiudono, altri restano aperti, e altri ancora stanno nascendo proprio adesso.
Chiunque può entrarci, anche tu.