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12 Ottobre 2026

10€

La fotografia di viaggio
Fotografare un viaggio non significa semplicemente riportare a casa immagini dei luoghi che abbiamo attraversato. Nel Cenacolo proveremo a ragionare su cosa significhi davvero raccontare un territorio: come evitare la fotografia già vista, come costruire un punto di vista personale e come trasformare il viaggio da semplice occasione per fotografare in un vero progetto. Partiremo dalla fotografia documentaria e di paesaggio, dal lavoro di alcuni autori e dall’esperienza di Project Voyager, il progetto di Marco Monari dedicato a Islanda, Norvegia e Namibia, per parlare di luoghi, persone, distanza, stereotipi e soprattutto di scelte. Perché il problema, anche quando siamo dall’altra parte del mondo, rimane sempre lo stesso: non dove guardare, ma come guardare.

9 Novembre 2026

10€

Le immagini che nessuno guarda
Le immagini che nessuno guarda — con Marco Monari Telecamere di sorveglianza, satelliti, Google Street View, sistemi di riconoscimento facciale: ogni giorno vengono prodotte immagini che non hanno un fotografo e spesso nemmeno uno spettatore. Servono a controllare, misurare, riconoscere, prendere decisioni. Con Marco Monari esploreremo questo universo visivo attraverso il lavoro di autori come Harun Farocki, Jon Rafman e Trevor Paglen, che ne interrogano il funzionamento e lo riportano davanti ai nostri occhi. Parleremo di fotografia, potere e visibilità, per capire cosa succede quando le immagini smettono di essere fatte per noi, ma continuano a decidere qualcosa di noi. Perché mentre ci chiediamo cosa guardare, qualcosa ci sta già guardando.

30 Novembre 2026

10€

Come fosse un ritratto
Un ritratto può raccontare un individuo, ma anche diventare una ricerca su una comunità, un luogo, un’epoca. Con Fabio Boni parleremo di come si compie questo passaggio: come nasce un progetto, quali domande lo guidano e come il significato di un’immagine cambia nel rapporto con le altre. Attraverso i suoi lavori, nei quali persone e luoghi partecipano alla stessa indagine, ragioneremo sul ritratto come modo di leggere il mondo. Un dialogo per spostare l’attenzione dalla singola fotografia al pensiero che la rende necessaria. Perché scegliere chi fotografare è già scegliere di cosa parlare.

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